Accadde il...
13 Dicembre
1545
Si apre solennemente il
Concilio di Trento. Il concilio contò inizialmente pochissimi prelati, quasi
tutti italiani, e fu quasi sempre controllato dai delegati pontifici. Furono
presenti anche alcuni prelati legati al cosiddetto evangelismo, come il
Cardinale Reginald Pole. Venne trattata una parte dogmatica, sugli argomenti
controversi del tempo, che portò a delle definizioni contrapposte a quelle
luterane, come nel decreto sulla giustificazione.
Non
fu pertanto possibile risolvere il problema dell'accordo con la religione
riformata che nel frattempo era stata tollerata nell'impero con l'Interim di
Augusta. Venne riconosciuta come ufficiale la versione della Bibbia detta
Vulgata, evitando l'uso del volgare per le Sacre Scritture nel culto. Tra le
deliberazioni più importanti dal punto di vista disciplinare ci fu l'obbligo
di residenza dei vescovi nelle loro diocesi. Avveniva infatti che i benefici
ecclesiastici e i vescovati venissero assegnati generalmente ai nobili,
senza che corrispondesse effettivamente l'obbligo di residenza e lo
svolgimento dell'incarico.
Al termine del concilio diverse questioni che non erano state trattate
vennero demandate al papa e alla curia romana, che negli anni successivi
emise altri importanti documenti sulla riforma della chiesa. Fra questi le
revisioni del Breviario e del messale, con la conseguente uniformità
liturgica della chiesa occidentale con l'adozione universale del rito
romano, con l'unica eccezione del rito ambrosiano per la diocesi di Milano,
e la scomparsa di tutti gli altri riti occidentali. Furono inoltre
pubblicati in seguito il Catechismo Tridentino e l'Indice dei libri proibiti
(Index librorum prohibitorum).
tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera