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I popoli della Mesopotamia e del Mediterraneo Orientale |
3.
All'inizio del II
Millennio a.C. una tribu' semita, guidata dal suo patriarca Abramo, abbandono'
la Caldea per spostarsi verso la Palestina. Era una tribu' semplice nei costumi,
senza distinzione di casta e unita da una fede monoteista. Probabilmente
coinvolta dalle invasioni migratorie degli Hyksos che si spostavano verso sud,
fu trainata anch'essa fino in Egitto, dove si stanzio' nel paese di Goshem,
nella zona del delta del Nilo. Alla caduta degli Hyksos, gli egiziani li
ridussero in schiavitu' e li trattennero nel paese per circa quattro secoli.
Dall' Egitto, verso il 1200 a.C.,
li
libero' Mose' che, attraversato il mar Rosso, li ricondusse verso la Palestina.
Sotto la guida di "Giudici" - di cui ricordiamo Giosue' -
conquistarono il territorio scontrandosi con le popolazioni locali -
specialmente con i filistei, finche' formarono il regno di Israele. Organizzati
dapprima in dodici tribu', gli ebrei ebbero come primo re Saul, al quale
succedette Davide che unifico' le tribu' di Israele e, conquistata Gerusalemme,
ne fece la capitale di un regno unitario. Il suo successore, Salomone, promosse
una grandiosa politica commerciale grazie al controllo dei porti sul Giordano e
nel Mar Rosso, sostituendone l'egemonia egiziana. Egli arricchi' e abbelli' il
paese facendo costruire un magnifico tempio a Gerusalemme. E' questa l'epoca
d'oro della nazione ebraica, ma anche l'apice di un malcontento popolare grave,
dovuto ai sacrifici imposti da una monarchia ormai pressoche' assolutistica.
Infatti, morto Salomone, la nazione si spacco' in due regni rivali: il regno di
Israele, a nord, con capitale Samaria e il regno di Giuda, al sud, con capitale
Gerusalemme, fedele alla dinastia davidica. E' l'epoca dei "profeti"
che invocheranno l'unita' e un ritorno spirituale, ma resteranno inascoltati. In
preda a continue lotte interne il paese e' pericolosamente esposto alle
invasioni dei popoli confinanti. Gli avvenimenti si susseguono catastrofici. Dal
sud gli Egiziani marciano sulla Palestina e conquistarono Gerusalemme. Samaria
si salvera' solo alleandosi con gli Aramei di Damasco ma saranno entrambi
travolti nel 722 a.C. dagli Assiri di Sargon II. Nel 587 il re Nabucodonosor di
Babilonia invadera' il paese, distruggendo il tempio di Salomone e deportando
gli ebrei a Babilonia. Nel 539 il re persiano Ciro, soppiantati i babilonesi,
concedera' agli ebrei la liberta' di tornare a Gerusalemme, dove costituiranno
un piccolo e debole stato ebraico. Subiranno ancora la dominazione di Alessandro
e infine di Roma, che ne accentuera' la dispersione
Gia' 2000 anni prima di
Cristo, nella stretta fascia costiera tra i monti del Libano e il mediterraneo,
erano attive le grandi citta' dei Fenici, un popolo di navigatori. Ogni citta'
fenicia aveva un proprio re e un governo autonomo e ognuna aveva fondato proprie
colonie commerciali, spesso tra loro in concorrenza. Dopo l'invasione dei
"popoli del mare",
la Fenicia fu assalita prima dagli Assiri, poi dai Babilonesi, che cercavano uno
sbocco sul mare. Infine, come era accaduto per gli Ebrei, anche i Fenici
trassero giovamento dalla conquista persiana dell'Oriente e poterono riprendere
con una certa liberta' i propri traffici. Si deve infine ricordare che ai Fenici
va il merito dell'invenzione dell'alfabeto che, attraverso i Greci, e' giunto
sino a noi.
Verso l'inizio del II millennio a.C., giunsero nelle zone montuose tra l'Armenia e l'Asia Minore popolazioni d'origine diversa da quella dei Semiti; si trattava degli Indoeuropei provenienti dalle pianure della Russia meridionale. La piu' importante di queste popolazioni furono gli Ittiti che fondarono un potente Stato militare che giunse fino all'Egitto, ma che fu poi sommerso dagli Assiri
Andrea Veronesi
tratto dal sito Pillole di Storia