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Gli Etruschi |
II)
Ordinamento socio-economico.
1.
Gli Etruschi raggiunsero il maggior grado di civiltà nell’Italia pre-romana,
soprattutto quella parte di popolo che, presente nella zona costiera dell’Etruria,
era dedita ai commerci coi Fenici, Egiziani, Cartaginesi e Greci.
2.
Come si deduce dalle iscrizioni, nei secoli VIII e VII a.C. le stirpi nobili con
capeggiavano ancora comunità cittadine centralizzate, perché risiedevano nelle
terre da esse conquistate e formavano lo strato dirigente dell’aristocrazia
militare e religiosa. In seguito la nobiltà abiterà in cittadelle fortificate,
sempre di limitata estensione, aventi il nome della stirpe d’origine (ad es.
Tarquinia veniva da Tarchna).
3.
Molto diffuso era l’uso della cosiddetta “clientela”, cioè taluni membri
liberi di stirpi non nobili o decadute si mettevano sotto
la protezione della nobiltà e venivano da essa sfruttati, diventando
contadini-servi.
4.
L’Etruria nel VI sec. a.C. aveva ormai una struttura sociale schiavistica.
Oltre ai contadini sottomessi (molti dei quali era discendenti degli umbri e dei
latini vinti un tempo) vi erano gli schiavi comperati e i prigionieri di guerra.
La servitù domestica, i musicanti, le danzatrici, i ginnasti... erano tutti
schiavi.
5.
Occupazione fondamentale era l’agricoltura: coltivavano cereali d’ogni
specie; sulle colline l’ulivo e la vite. Per i lavori di bonifica usavano
opere di drenaggio, canali di scolo... (soprattutto nella maremma toscana e
nella pianura padana). Molto sviluppata era la produzione di ceramiche, della
tessitura, della metallurgia (bronzo e ferro estratti nell’isola d’Elba) e
dell’oreficeria.