I Greci


 

II.

Sulla via di una grande Grecia

 

Una crisi dell'agricoltura provoco' dall'VIII secolo a.C. una vasta emigrazione
di contadini verso le coste settentrionali dell'Egeo prima, poi del mar Nero e
dell'Italia. Nacquero così le colonie greche, che divennero ben presto
importanti centri commerciali, collegati con le citta'-stato da cui provenivano
i coloni.
L'evoluzione politica della citta'-stato, intanto, progrediva. Accanto alla
classe dei nobili si formo' una classe di ricchi mercanti che cominciò a
prendere parte al governo della citta', collaborando con gli aristocratici. Si
crearono così governi oligarchici; per meglio governare le citta'-stato si
redassero leggi scritte che stabilivano i diritti e i doveri dei cittadini.
Così nacquero le costituzioni di Sparta e Atene, le due più importanti POLEIS
della Grecia.
Sparta, dominata da un'oligarchia potentissima militarmente, sottomise fra
l'VIII e il VI secolo a.C. quasi tutto il Peloponneso e formo' in seguito con
le citta' sottomesse la LEGA PELOPONNESIACA.
Atene, del tutto diversa, anziché verso le conquiste territoriali, si
indirizzo' verso il raggiungimento all'interno d'una solida democrazia.
L'arconte Solone diede ad Atene una costituzione basata sulla divisione della
popolazione in classi secondo la ricchezza, permettendo cosi' la partecipazione
al governo anche dei non nobili.
La lotta tra le classi sociali favorì il sorgere della tirannia di Pisistrato,
ma in seguito il governo di Atene passo' nelle mani di Clistene, la cui
costituzione segno' la nascita della democrazia in Atene, dove ora tutti i
cittadini avevano uguali diritti e tutti, anche i più poveri, potevano
partecipare al governo della citta'.
 

 

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