Lepanto
( ottobre 1571 )
5.
Alcuni
giorni dopo, la galea d'Onfrè Zustinian, "sbarrando a salve con tutta
l’artillaria", entrò nel porto di Venezia portando la gran notizia. Il
messaggero di Sebastiano Venier, aprendosi a fatica il passaggio in mezzo alla
folla in delirio, entrò nella sala del Collegio dove già l’attendeva la Signoria
con il Doge Alvise Mocenigo, e "fatto subito da tutti silenzio, con voce alta et
militar disse: Apporto, Serenissimo Principe, nobilissima e mirabilissima
vittoria. L’armata turchesca tutta dalla nostra vinta et disfatta. Quasi tutte
le galere inimiche o buttate a fondo, o spinte in terra, o prese, pochissime
salvate.
Sia
contento et gloria vostra"". Allora "si levò un grido di tutti in ringraziar
Dio, né si trovò così saldo cuore che in tal caso da tenerezza temperasse le
lagrime; pareva che le menti e i petti non bastassero per ricever l’allegria".
Il bilancio dell’epico scontro fu pesantissimo per tutti. Gli alleati contarono
più di 7.000 morti (per lo più veneti), uccisi o annegati, in gran parte
soldati, e circa 20.000 feriti. Molto peggio andò per i Turchi: 30.000 morti,
tra cui la maggior parte dei loro capitani; circa 100 navi bruciate o affondate
e 130 catturate; molti dei loro migliori capitani e 10.000 uomini fatti
prigionieri; 15.000 schiavi cristiani fuggiti.
La Battaglia di Lepanto segnò la fine del predominio turco nel Mediterraneo. La
vittoria degli alleati fu netta e schiacciante, un trionfo della cristianità e,
per i Veneti, che si erano battuti con indubbio eroismo, anche un trionfo
morale.
tratto da Raixe Venete El sito dei Veneti