Pavia

( febbraio 1525 )

3.

La Battaglia di Pavia
di Luigi Casali
 

L’assedio di Pavia

I francesi arrivano sotto le mura di Pavia verso la fine del mese di ottobre.

Le componenti del loro esercito sono eterogenee. La punta di diamante è costituita dalla cavalleria pesante corazzata, la Gendarmeria, che comprende la migliore nobiltà di Francia. La fanteria d’urto è formata a sua volta da picchieri svizzeri e dai lanzichenecchi della Banda Nera. Vi sono inoltre numerose compagnie di fanti francesi, di avventurieri italiani e di cavalieri leggeri, per un totale di circa 28.000 uomini cui si aggiunge un parco d’artiglieria di 53 cannoni di vario tipo, un numero, per l’epoca, imponente.

Nei primi giorni i francesi lanciano numerosi assalti, tutti respinti. Francesco I deve così rassegnarsi a porre la città sotto assedio che inizia con il rigido inverno lombardo alle porte.

Le truppe svizzere si accampano a est di Pavia, Francesco I con i suoi gendarmi e la Banda Nera si dispongono a ovest, reparti di italiani e francesi occupano la riva destra del Ticino, a sud; una parte dell’esercito si accampa all’interno del grande Parco Visconteo che, suddiviso nel Parco Vecchio e nel Parco Nuovo, si estende, con un perimetro di circa 21 chilometri, dal lato settentrionale delle mura di Pavia fino alla Certosa. I due Parchi sono circondati e separati tra loro da un’alta e spessa muraglia di mattoni. Quasi al centro del Parco Vecchio si trova il castello di Mirabello, un magnifico casino di caccia fortificato. Il terreno del Parco, molto ondulato, è in parte coperto da boschi e tagliato da numerosi corsi d’acqua il più importante dei quali, la Vernavola, entra da nord e scende per un lungo tratto verso Pavia per poi piegare a est e gettarsi nel Ticino a valle della città.

L’assedio si prolunga per i lunghi mesi invernali senza che Pavia dia alcun segno di cedimento mentre le sortite dei difensori, i disagi e il freddo provocano molte perdite tra gli assedianti.

Gli ispano-imperiali hanno intanto formato un nuovo esercito, costituito da un poderoso nucleo di circa 12.000 lanzichenecchi, da 6.000 fanti spagnoli, da 3.000 italiani e da circa 3.000 cavalieri pesanti e leggeri, tedeschi, borgognoni e spagnoli. Comandante di questo esercito è il viceré di Napoli, Charles de Lannoy, coadiuvato da Carlo III di Borbone, ex-conestabile di Francia, e da Ferdinando d’Avalos, marchese di Pescara.

L’esercito imperiale si mette in marcia alla volta di Pavia nell’ultima settimana del gennaio 1525 e il 5 febbraio si accampa in vista del muro orientale del Parco. Al suo arrivo i francesi spostano il grosso delle truppe a est della città. Il re si trasferisce all’abbazia di San Paolo, mentre un contingente svizzero, comandato da Robert de La Mark, signore di Florange e la Banda Nera, guidata da Richard de La Pole, duca di Suffolk, e da Francesco di Lorena, conte di Lambesch, si accampano a ridosso del muro orientale Una linea di fortificazioni campali viene eretta lungo il corso della Vernavola, dal punto dove questa esce dal Parco Vecchio e per un lungo tratto verso il Ticino.

Nelle tre settimane seguenti i due eserciti si fronteggiano in un crescendo di scaramucce, colpi di mano, imboscate e incursioni notturne, nelle quali gli imperiali, che hanno preso l’iniziativa, hanno quasi sempre la meglio. Tuttavia il tempo che passa senza che si produca alcun fatto decisivo favorisce i francesi che occupano posizioni molto forti e pressoché inattaccabili, dalle quali si guardano bene dall’uscire per accettare la battaglia che gli imperiali cercano continuamente di provocare. I comandanti di Carlo V si trovano infatti in gravi difficoltà per la mancanza di denaro con cui pagare i lanzichenecchi che minacciano di abbandonare l’esercito se non viene loro corrisposto entro breve tempo il soldo dovuto. Inoltre de Leyva chiede di agire al più presto poiché la situazione dentro Pavia diventa di giorno in giorno più difficile per la penuria di viveri.
 


 

 

 

 

 

 

 

 

  1. Campo francese
  2. Campo imperiale
  3. Brecce nel muro orientale del Parco
  4. Francesco I
  5. Svizzeri di Florange
  6. Banda Nera
  7. Cavalleria imperiale
  8. Quadrato degli spagnoli e italiani
  9. Lanzichenecchi
  10. Bande Nere
  11. Francesi e italiani
  12. Svizzeri
  13. De Lyva
  14. Alencon Artiglierie

 

 

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