Pavia
( febbraio 1525 )
4.
Spinti dalla necessità i comandanti imperiali decidono di giocare il tutto per tutto. Scartata a priori l’ipotesi di un attacco frontale, il marchese di Pescara elabora un piano che prevede di entrare di sorpresa nel Parco Vecchio di notte e di occupare Mirabello, alle spalle dei francesi, per tagliare loro le comunicazioni con Milano e obbligarli così a combattere in campo aperto e in condizioni sfavorevoli. Tramite un ufficiale dei lanzichenecchi, che riesce a passare le linee nemiche, l’azione viene coordinata con gli assediati che dovranno a loro volta uscire dalla città e puntare su Mirabello.
Nella
notte tra il 23 e il 24 febbraio gli imperiali levano il campo, caricano i
bagagli sui carri e si avviano verso Lardirago, lungo la strada che costeggia il
muro orientale del Parco. L’operazione viene coperta da alcuni reparti di
fanteria leggera che distraggono l’attenzione dei francesi facendo rumore e
tirando qualche colpo d’archibugio. Percorsi pochi chilometri, mentre il
convoglio prosegue verso Lardirago, il grosso dell’esercito imperiale si accosta
al muro del Parco, in prossimità di Due Porte, dove i guastatori spagnoli sono
all’opera già da alcune ore per aprirvi tre brecce. Il lavoro, più lungo del
previsto per la eccezionale robustezza del muro, termina solo sul far dell’alba,
in ritardo sui tempi previsti dal Pescara. Frattanto l’avanguardia imperiale,
agli ordini del giovane Alfonso d’Avalos, marchese del Vasto, composta da circa
3.000 archibugieri che indossano camicie bianche sopra gli abiti per
distinguersi l’un l’altro nell’oscurità, è già entrata nel Parco e si dirige su
Mirabello, coperta dal buio e dalla nebbia che ricopre la campagna.
I francesi, distratti dall’azione diversiva della fanteria leggera nemica, non si sono ancora accorti di nulla. Gli archibugieri di del Vasto raggiungono Mirabello quando ormai sta albeggiando e sorprendono i pochi soldati che vi si trovano e la variopinta folla di non combattenti di varia professione che, al seguito dell’esercito francese, è alloggiata, a seconda dello status sociale, nel castello o accampata nelle sue adiacenze. Sorpresi nel sonno, molti non hanno il tempo di fuggire e sono massacrati dai soldati imperiali che mettono a sacco ogni cosa. Del Vasto ristabilisce subito l’ordine e si attesta attorno al castello, in attesa di ricevere segnali da de Leyva.
Frattanto anche il grosso dell’esercito imperiale è entrato nel Parco e punta su Mirabello. In testa marcia il grosso della cavalleria seguita dalla fanteria spagnola e quindi dai lanzichenecchi tedeschi di Georg von Frundsberg e Marck Sittich von Ems.