L'epopea di Stalingrado
di Toscano
II
Secondo
le stime degli storici sovietici, la Germania e i suoi alleati perdono, fra il
19 novembre 1942 e il 2 febbraio 1943, più
di
800.000 uomini. Complessivamente l’operazione messa in atto dai tedeschi per
conquistare la città costa, tra morti, feriti e dispersi, circa un milione e
mezzo di uomini, un quarto dell’insieme delle forze schierate sul fronte
orientale. I morti tra le file dell’Armata rossa sono oltre 478.000.
CRONOLOGIA
11 novembre Ultimo assalto tedesco a Stalingrado
19 novembre Inizio della controffensiva sovietica
23 novembre Accerchiamento della VI Armata tedesca
12 dicembre Tentativo di sfondamento di Manstein ("Tempesta d’inverno")
23 dicembre L’operazione "Tempesta d’inverno" fallisce. Hitler ordina alla VI Armata di tenere Stalingrado
Nel corso della prima settimana del novembre 1942 le forze armate sovietiche lanciarono un’offensiva a nord-ovest e a sud di Stalingrado, riunendo tredici armate con migliaia di carri. L’obiettivo era avanzare da nord e da sud per tagliare fuori la città e per costringere la sesta armata tedesca che vi si trovava a ritirarsi verso occidente, pena il trovarsi accerchiata. Il capo di Stato maggiore Zeitzler sollecitò Hitler perché autorizzasse il ritiro da Stalingrado, ricevendone un netto e categorico rifiuto.
Il 22
novembre il comandante della sesta armata tedesca, il generale Paulus, comunicò
che le sue truppe erano ormai circondate. Hitler rispose subito, via radio,
ordinando a Paulus di spostare il quartiere generale all’interno della città
e di organizzare, per la difesa, un campo trincerato. La sesta armata sarebbe
stata rifornita per via aerea fino a che potesse venire liberata. Al momento a
Stalingrado si trovavano, isolate dal resto dell’esercito, venti divisioni
tedesche e due romene.
Paulus avvertì per radio che avrebbero avuto bisogno di rifornimenti aerei per un minimo di 750 tonnellate di provviste al giorno, un quantitativo che andava molto al di là delle effettive capacità degli aerei da trasporto della Luftwaffe. Ma anche se gli aerei fossero stati disponibili, non tutti avrebbero potuto attraversare una zona dove in questa stagione imperversava il maltempo e dove soprattutto i caccia sovietici erano in numero superiore. Nonostante questo Göring assicurò Hitler che l’aviazione era in grado di assolvere a quel compito. In realtà al rifornimento aereo non si diede mai neppure inizio.