I Taiping:
la grande insurrezione del 1850-1864
II.
Hong Xiuquan
Chi era questo Hong Xiuquan? Come riuscì a sollevare
nel sud una vera e propria Crociata di pezzenti che infervorò quasi tutta la
Cina? Gli storici sostengono che il movimento si sarebbe impadronito di circa
600 città. Certamente aveva di fronte un giovane imperatore, appena salito al
trono (1851), Xianfeng. Questi venne cacciato dalla propria capitale (1860)
dalle truppe franco-inglesi a morì a Jehol-Chengde, il 22 agosto 1861, a soli
trent'anni. Marcio a pieno di vizi, sembra.
Hong Xiuquan, il ribelle, era un Hakka della regione Cantonese, rimasto
profondamente turbato dai ripetuti fallimenti agli esami per accedere alla
carica di mandarino. Soffriva di crisi con sintomi nevrotici, ed era gravemente
addolorato per essere stato respinto dal sistema confuciano a cui si era
dedicato completamente. Nel corso di queste crisi sembra che abbia avuto due
visioni. Nel 1837, a 24 anni (in pieno periodo romantico, in Europa), ebbe una
rivelazione: sosteneva che in Cielo, dove si era recato (!), gli avessero
sostituito tutti gli organi interni. Là, il Padre celeste l'aveva incaricato di
combattere l'idolatria e di instaurare il Regno della Salvezza sulla Terra, e
gli aveva consegnato una spada e un sigillo, intimandogli di cacciare i manciù.
Da quel momento si presentò pubblicamente come l'inviato di Dio, "nuovo
Salvatore",
e
"Fratellino più giovane di Gesù Cristo". Gli erano capitati tra le mani
volantini di propaganda protestanti e opuscoli, mediocri traduzioni dei due
Testamenti. Queste letture lo spingeranno a recarsi a Canton nel 1846, per
studiare la Bibbia più da vicino. Un missionario battista americano, Issachar
Roberts, si spaventerà di fronte allo spirito esaltato del suo allievo e
rifiuterà di battezzarlo.
Ma nel frattempo, dopo un quarto fallimento agli esami (1843), aveva iniziato ad
atteggiarsi a Messia. Al tempo stesso apostolo e militante, sosteneva di essere
in grado di guarire miracolosamente, e garantiva ai suoi compatrioti del Guanxi
orientate, a ovest di Canton, che i cristiani erano i discepoli del vero Dio, la
divinità cinese (Shangdi), il Sovrano Supremo, l'Antenato Universale che dà
all'imperatore il suo mandato celeste e che è anche noto per il fatto di
comparire in sogno ai mortali. Nulla accade o può essere fatto senza il volere
di Shangdii. Quindi Hong lo fece coincidere, con la massima naturalezza, con il
Dio dei cristiani.
Predicando così la Buona Novella, Hong aveva radunato in tre anni circa 30.000
adepti, contadini miserabili, battellieri e portatori disoccupati, disertori,
briganti, Hakka e altri membri delle minoranze aborigene del Guangdong
(provincia il cui capoluogo è Canton) e del Guangxi, la provincia vicina, a
ponente, e a partire dalle quali il movimento si sarebbe esteso rapidamente
verso est, nelle province del Medio e del Basso Yangzi (fiume Azzurro). Al suo
ritorno da Canton, tornò a occuparsi dell’associazione che aveva fondato con i
suoi discepoli, gli "Adoratori di Dio". Questa comunità religiosa iconoclasta se
la prendeva con il "culto degli idoli", vera e propria "manifestazione
demoniaca".