I Taiping:
la grande insurrezione del 1850-1864

II.

L'insurrezione dei Taiping

 

Le autorità cominciavano a inquietarsi per le loro azioni da commando nei templi, ma ormai la setta aveva preso il via e passò all'insurrezione. Nel 1851, Hong Xiuquan instaurava il Regno celeste e fondava la propria dinastia, proclamandosi Re del Cielo! Nel 1852, la regione di Guilin, poi Hankou (l'attuale Wuhan), Changsha a tutto il MedioYangzi erano in mano ai Taiping.

L'anno dopo cadeva Nanchino, che venne battezzata Tianjing, la "Capitale del Cielo", e che sarebbe rimasta loro capitale per circa dodici anni. Quindi venne annesso anche il Basso Yangzi.

A Nanchino Hong costruì dei palazzi e stabilì la propria corte, in cui spesso i giovani fratelli avranno un ruolo nefasto. I ministri e i generali, spesso uomini notevoli e di talento, erano gelosi l'uno dell'altro e si odiavano. Hong conferì loro il titolo di "Figli di Dio", e fissò per ciascuno, a seconda del suo rango, il numero di spose e di concubine che poteva avere. Insomma, ricreò a Nanchino l'organizzazione imperiale di Pechino.

Tuttavia la poligamia e il concubinaggio erano proibiti al popolo e l'adulterio, il divorzio e la prostituzione erano puniti con la morte!

Dall'ottobre del 1853 il suo esercito di accattoni, i "banditi dai capelli lunghi", raggiunge Tianjin e ben presto minaccia Pechino, ma per la mancanza della cavalleria e di una certa decisione deve ritirarsi e tornare indietro. Lo spavento fu notevole. Per dieci anni, Hong si sforzerà di fare applicare il proprio programma rivoluzionario, di tendenze socialiste, egualitario e mistico (spesso d'ispirazione protestante), puritano, nazionalista e antimancese. Esaminiamolo più da vicino.

 

II progetto di Hong Xiuquan

 

Stranamente, la morale comunitaria predicata da Hong si riferiva al tempo stesso ai Dieci Comandamenti del cristianesimo monoteista, ai suoi dogmi e ai suoi concetti riguardanti il peccato, il pentimento e la remissione, nonché alle idee egualitarie ma feudali della Grande Armonia di Confucio. Con pugno di ferro, Hong tentava d'imporre uno Stato teocratico e militarizzato, e riforme sociali, importanti per la loro portata e audacia.
Furono così condannati lo schiavismo, la proprietà fondiaria, la poligamia (tranne per i capi), il concubinaggio, il commercio privato e il mercantilismo, la divinazione, la geomanzia, la stregoneria, i giochi d'azzardo, l'alcool, il tabacco e l'oppio. Inoltre, Hong proclama l'uguaglianza tra i sessi, sia al lavoro che in guerra. L'usanza di atrofizzare i piedi delle bambine viene abolita, e le giovanette vengono irreggimentate in eserciti femminili, comandati da donne. Del resto, è l'intera popolazione che viene organizzata in falansteri, in raggruppamenti paramilitari, all'interno dei quali ci si chiamava "fratello" e "sorella", come oggi viene usato il titolo di "compagno". In questa specie di comunismo agrario ante litteram, i beni di consumo, le terre, le ricchezze furono messe in comune, ma i sessi, invece, erano... rigorosamente separati. Il matrimonio monogamo dipendeva interamente dal benestare delle autorità. Così, questo movimento era al tempo stesso rivoluzionario, puritano, austero, virtuoso, femminista, comunista - nessuno poteva possedere beni in proprio ‑ collettivista e tuttavia religioso, dato che gli individui dovevano obbligatoriamente partecipare alle funzioni religiose settimanali, e in tal modo ormai erano severamente inquadrati. Non scordiamo che il potere conserva una base teocratica, dato che Hong ha ereditato da Shangdi il mandato Celeste.

D'ispirazione al tempo stesso cristiana, comunista e confuciana, il movimento è anche notevolmente nazionalista, anti-mancese e anti-mandarini. I capelli venivano portati lunghi e sciolti, non più raccolti nell'odiosa treccia che era stata imposta dai manciù dal XVII secolo. E si assiste al risveglio del nazionalismo Han, diretto contro l'occupante. Si tenta di organizzare militarmente l'intero paese in drappelli, pattuglie, battaglioni, reggimenti, divisioni (di 2.500 uomini per 13.156 famiglie!) ed eserciti di 125.000 uomini. Di fatto, soltanto la regione intorno a Nanchino venne sottoposta a questi formidabile mutazione delle strutture sociali e culturali. Ma si sarà capito che un secolo più tardi, Mao ha attinto moltissimo dai temi dei Taiping

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