La Dagherrotipia
di Gabriele Chiesa
IV
.
Per quanto riguarda le possibilità di restauro delle dagherrotipie è bene ribadire che è preferibile astenersi da qualsiasi intervento a meno che la situazione sia talmente compromessa da non consentire alternative.
A questo
proposito si ricordi che anche il pennello più morbido può essere usato per
togliere impurità soltanto quando la lastra sia immersa in acqua distillata
addizionata con un tensioattivo fotografico. È possibile preparare una
soluzione a base di tiourea e acido fosforico in grado di togliere l'ossidazione
superficiale, trattamento che scioglie un piccolo quantitativo di argento e non
può perciò essere ripetuto a piacere. Prima di procedere all'asciugatura è in
ogni caso necessario lavare in soluzione fresca di tensioattivo, sciacquare
molto bene, sempre in acqua distillata, e terminare diluendo qualche goccio di
alcool etilico (non quello colorato per usi sanitari) oppure metanolo.
Terminiamo ricordando, a chi fosse tentato di rispolverare questo procedimento,
che le sostanze usate per la sensibilizzazione e lo sviluppo sono
particolarmente tossiche e la loro incauta manipolazione può produrre danni
alla salute, come sperimentarono anche i primi dagherrotipisti.
Contributo di Gabriele Chiesa tratto dal sito Gruppo Ricerca Immagine Storia della fotografia www.gri.it
[ precede ] [ Home ] [ Index ]