XIV.

... Se c'è un Dio, mi hai scritto nella tua ultima lettera, mi riporterà a te sano e salvo e presto. E, aggiungi ancora, un uomo come te, che ama gli animali e i fiori, un uomo che non fa torto a nessuno, un uomo che ama ed onora la sua sposa ed il suo bambino, Dio lo proteggerà sempre.

Ti ringrazio per queste parole, e porto sempre su di me la tua lettera.

Ma, mia cara, se le tue parole dovessero essere meditate e tu dovessi da esse derivare l'esistenza di Dio, allora ti troveresti davanti ad una decisione difficile e grave. Sono un uomo religioso, tu sei sempre stata credente, ma ora tutto deve cambiare, se tiriamo le necessarie conseguenze dal nostro comportamento sino ad ora, perché è intervenuto qualche cosa che manda a monte tutto ciò a cui credevamo. Cerco le parole giuste per dirtelo... oppure lo intuisci già? Mi sembra che nella tua ultima lettera dell'8 dicembre vi sia un tono cosi strano... Siamo a metà gennaio, adesso.

\ Per molto tempo, forse per sempre, questa sarà la mia ultima lettera, e la porta via un camerata che deve andare all'aeroporto, perché domani dalla sacca deve partire l'ultimo aeroplano. La posizione si è fatta insostenibile, i russi si trovano a tre chilometri dall'ultima base aerea, e quando questa sarà persa, nemmeno un topo uscirà vivo di qui, e neanche io. Certo, nemmeno altri centomila, ma è una magra consolazione condividere con altri la propria distruzione.

Se c'è un Dio. Laggiù, dall'altra parte, anche molti altri lo dicono, in Inghilterra ed in Francia, certamente saranno milioni. Non credo più che Dio possa essere benigno, altrimenti non permetterebbe una tale ingiustizia. Non ci credo più, altrimenti Dio avrebbe illuminato il cervello degli uomini che hanno scatenato questa guerra e hanno sempre parlato della pace e dell' Onnipotente in tre diverse lingue. Non credo più in Dio, perché ci ha traditi. io non credo più, e starà a te vedere come puoi venirne a capo, con la tua fede.  

  

Soldati:

 si sta come d’autunno

 sugli alberi le foglie

 

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