XV.

... In una baracca ancora quasi intatta, la sera prima della santa festa, undici camerati hanno festeggiato con me il Natale, raccolti in silenziosa devozione.

Non era facile trovarli nel gregge dei disperati, dei dubbiosi, dei delusi, ma coloro che trovai vennero con cuore lieto e pronto a ricevere. Era una comunità ben strana, quella che si raccolse per festeggiare la nascita del Bambino Gesu. Ci sono tanti altari nel vasto mondo, ma questo era il piu povero di tutti. Ieri c'erano ancora delle granate antiaeree nella cassetta; oggi, la mia mano l'ha drappeggiata con la giacca grigioverde di un camerata morto, al quale venerdi io chiusi gli occhi proprio in questa stessa stanza. Scrissi a sua moglie una lettera piena di parole di consolazione. Che Dio stenda la sua mano sopra di lei!

Ai miei ragazzi lessi dal Vangelo di San Luca la storia del Natale, contenuta nel secondo capitolo, dal versetto 1 al 17, e diedi loro come sacro sacrificio e sacramento dell'altare del pane nero e secco, come vero corpo di nostro Signore Gesu Cristo, ed invocai per loro grazia e misericordia. Non parlai del quinto comandamento. Gli uomini sedevano su sacchi e sgabelli e mi guardavano con grandi occhi sulle facce affamate. Erano tutti giovani, uno solo aveva cinquantun anno. Sono molto felice di aver potuto dire a quei cuori parole di consolazione e di incoraggiamento. Alla fine ci siamo stretti la mano, scambiandoci gli indirizzi e la promessa che chi fosse uscito vivo dalla guerra, sarebbe andato in cerca delle famiglie degli altri ed avrebbe raccontato come avevano festeggiato la Santa Notte del 1942.

Dio voglia stendere le sue mani su di voi, amati genitori, perché si fa sera, ed è bene che ognuno riordini la propria casa. Noi entreremo nella sera e nella notte ben preparati, se il Signore dell'Universo lo vuole. Ma noi non guardiamo in una notte senza fine. Noi rendiamo la nostra vita nelle mani di Dio, voglia Egli usarci misericordia quando sarà giunta la nostra ora.  

  

Soldati:

 si sta come d’autunno

 sugli alberi le foglie

 

 

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