XXI.

... Mia carissima, penso sempre a te. Anche oggi, andando a prendere il rancio ho pensato a te. Alle buone cosette che tu mi preparavi sempre. Anche le mie calze sono completamente a pezzi e non riesco a liberarmi da questa tosse. Non ci sono pastiglie. Forse potresti mandarmi dello sciroppo, ma non usare una bottiglia di vetro. Anche tu sei raffreddata? Copriti sempre bene. C'è abbastanza carbone? Vai da AL., lui ha avuto del legno da me per i suoi mobili. Ora dovrebbe darti del carbone in cambio. Certo lo zio Paul avrà già inchiodato le strisce di panno alle finestre, altrimenti sarebbe già troppo tardi per quest'anno. Qui non ho festeggiato il Natale. Ero fuori con il camion, ci siamo impantanati perché avevamo sbagliato strada. Ma ce la siamo cavata abbastanza in fretta. Ho fatto il proponimento di festeggiare veramente il Natale insieme a te, l'anno prossimo; ti regalerò anche qualcosa di veramente bello.

Non è colpa mia, se ora non ti posso regalare niente. Attorno a noi non ci sono che russi, e di qui non possiamo cavarcela, finché non verrà Hitler a tirarci fuori. Ma non devi dirlo a nessuno. Dovrà essere una sorpresa.  

 

Soldati:

 si sta come d’autunno

 sugli alberi le foglie

 

 

 

 

 

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