XXVIII.

... Ho tra le mani la tua risposta. Non ti aspetterai certamente un ringraziamento. Questa lettera sarà breve. Avrei dovuto immaginarmelo, quando ti pregai di aiutarmi. Tu sei e resti in eterno un (( giusto ». La mamma ed io l'abbiamo sempre saputo. Ma non potevamo supporre che avresti sacrificato tuo figlio a questa (( giustizia ». Ti pregai di farmi uscire di qui, perché non vale la pena di andare sottoterra per questa assurdità strategica. Ti sarebbe stato facile dire urta buona parola per me, ed un ordine appropriato mi avrebbe certo raggiunto. Tu non sei al corrente della situazione. E sta bene, padre.

Questa lettera non solo è breve, ma è anche l'ultima che ti scrivo. Non avrò più alcuna possibilità di scrivere, anche se volessi. Non è nemmeno immaginabile che io possa trovarmi davanti a te ancora a dirti ciò che penso. E siccome né io, né un'altra lettera ti parlerà mai più, desidero rammentarti le tue parole del 26 dicembre: (( Sei andato sotto le armi volontario, è stato facile tener alta la bandiera in tempo di pace, ma sarà difficile tenerla alta in guerra. Tu manterrai fede a questa bandiera e vincerai con essa ». Queste parole hanno parlato più chiaro di tutta la tua condotta degli ultimi anni. Dovrai ricordartene ancora, perché verrà il tempo in cui ogni uomo ragionevole in Germania maledirà la pazzia di questa guerra, e tu comprenderai come fosse senza senso parlare di quella bandiera con cui io dovrei vincere.

Non c'è nessuna vittoria, signor generale, ci sono solo bandiere e uomini che cadono, e alla fine non ci saranno né bandiere né uomini. Stalingrado non è una necessità militare, ma una temerità politica. È un esperimento cui Suo figlio, signor generale, non vuoI prender parte! Lei gli ha sprangato la strada verso la vita, lui sceglierà la seconda via nella direzione contraria, una via che porta anch'essa alla vita, ma dall'altra parte del fronte. Pensi alle Sue parole, ed è sperabile che, quando tutto andrà in pezzi, si ricorderà della bandiera e la terrà alta!

 

Soldati:

 si sta come d’autunno

 sugli alberi le foglie

 

 

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