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XXIX.
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Quante lettere ho scritto sinora? Secondo i miei conti, con quella di
oggi sono trent’otto. Mi ha scritto in agosto che Lei tiene una specie
di registratore postale, proprio un casellario umano con gli indirizzi
ed i segni particolari, e quando ha fatto conoscenza con il Suo
corrispondente e come si sviluppò l'amicizia. L'ho trovato molto
divertente. Nel Suo piccolo archivio conserva anche la fotografia che Le
mandai? Il mio copialettere è troppo impreciso e certamente il Suo
registro sarà più esatto delle crocette che metto io nella mia agenda
tascabile. Ma, insomma, non ha nessuna importanza, se Le ho scritto
trentasei o trenta sette lettere. Io sono il Suo corrispondente n. 5.
Deve essere molto interessante leggere tutte le lettere che ha ricevuto
Lei da tutti i fronti di guerra. Quando la guerra sarà finita, Lei avrà
un grosso epistolario-ricordo. Questo Natale volevamo trovarci a
Karlsruhe, era la prima volta, ma è andata male. Anche per il fu. turo
vedo nero, molto nero. Non c'è quasi più speranza. Grazie
a Dio, finalmente ho saltato il fosso. Non se ne farà nulla del nostro
incontro, ed anche l'appuntamento per l'anno venturo sarà
irrealizzabile. Ragazza mia, siamo a terra. Che sciocchezza non poter
far altro che star qui a guardare; alla fine si diventa pazzi. Se almeno
me la fossi svignata in settembre, quando avevo la scheggia nel braccio.
Ma io volevo restare, essere presente alla presa di Stalingrado. Quante
volte mi sono pentito di questa mia idea, da allora! Erano
tutte molto allegre le lettere che Lei ha ricevuto da me. Ero sempre un
buontempone, e Lei me lo può confermare, ma adesso gli scherzi non
contano più nulla, adesso è il momento di essere serio Cosa
scriverà adesso nella sesta colonna del Suo registratore postale? Per
amor di Dio, non ci metta « per la grande Germania ecc... » perché
non è vero. Per conto mio scriva magari « per Hanna addi... » Spero
che non Le sembri frivolo, il mio tono. Le scrissi dei Suoi altri
corrispondenti. Un bel giorno anche di loro qualcuno mancherà. Ma le
circostanze li sono diverse. Un bel momento essi non scriveranno più;
le loro lettere smettono, semplicemente. Glielo comunico per la
regolarità, signorina Hanna, questa è per così dire la mia ultima
lettera. Addio, stia bene, la speranza di vederci viene sacrificata per
l'idiozia di questa inutile battaglia unilaterale. Stia bene e, nell'ora
dell'addio, veramente grazie ancora per il tempo dedicato a me con
amore. Prima volevo scrivere « tempo perso», ma poi ci ho ripensato e
non mi sembra sia stata una perdita di tempo, dal momento che dalle Sue
lettere io ho avuto tanta gioia.
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Soldati: si sta come
d’autunno |