IV.



... Ma la finisca con i Suoi buoni consigli! Ma non sa in che situazione mi mette? Che razza di parole son queste! Voi non l'avreste fatto, voi sapevate come si doveva fare, si doveva agire così e cosi! Lei sa benissimo che io sono della Sua opinione, e del resto ne abbiamo parlato più di quanto fosse necessario. Ma però non lo si può scrivere. Ci prende proprio tutti per fessi?
Se adesso lo scrivo, è perché so che niente mi può capitare, e prudentemente ho tralasciato il mittente. Lei riceverà questa lettera per la solita via.
Del resto, anche se si sapesse chi ha scritto questo foglio, in nessun posto mi troverei così al sicuro come a Stalingrado. È così facile dire: deponi le armi! Crede che i Russi ci risparmierebbero? Lei, che è un uomo ragionevole, perché non pretende allora anche che i Suoi amici si oppongano alla produzione di armi e materiale bellico?
È facile, dare buoni consigli, ma non è come Lei la pensa. Liberazione dei popoli? Fesserie. I popoli rimangono sempre gli stessi, muterà il loro dominio, mentre quelli rimasti fuori continueranno sempre a discutere di liberare il popolo dai dominatori di turno. Era nel '32, che si doveva agire, e Lei lo sa benissimo. E sa anche che quell'occasione è stata perduta. Dieci anni fa si trattava ancora della scheda elettorale, oggi ci costa una cosa da nulla: la vita.

 

Soldati:

 si sta come d’autunno

 sugli alberi le foglie

 

 

 

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