Luoghi

 

 

La Torre del Faro, denominata Lanterna

di

S. Finauri

 

I.

 

La snella figura della Torre del Faro, chiamata nell'antico linguaggio popolare Lanterna è il simbolo più famoso che rappresenta la nostra città in Italia e nel mondo. Dall'alto dei suoi 76 metri domina il porto, il centro storico e l'antico borgo di Sampierdarena. Fin dalla sua nascita, la Torre ha sempre assunto un ruolo prettamente militare, controllando il movimento delle imbarcazioni che transitavano nei pressi ed all'interno del porto, e la sottostante via Aurelia. Ma se conosciamo lo scopo della sua costruzione, è invece incerta la sua origine. La prima notizia riguardo la presenza di un faro a San Benigno risale al 1128, anno in cui fu emanato un Decreto che stabiliva la guardia al sito, e l'approvvigionamento di fasci di legna e steli di ginestra per il fuoco del faro durante la notte, da parte dei cittadini di alcuni borghi. All'epoca probabilmente la Torre non esisteva ancora, ma c'era sicuramente nel 1318, ed era in mano ai guelfi, che cinque anni dopo la restaurarono. Nel 1326 venne sostituito l'antico sistema a legna con delle lampade ad olio, successivamente rimpiazzate da un faro cilindrico in ferro, munito di finestrelle. Nel '300 la Torre venne anche utilizzata come prigione; al suo interno vennero rinchiusi per parecchio tempo Giacomo di Lusignano, Re di Cipro, insieme alla moglie. Sembra che nel 1449 il guardiano del Faro fosse Antonio Colombo, zio di Cristoforo.

Nel 1507 Genova fu sottomessa da Luigi XII Re di Francia. Per impedire rivolte cittadine e rendere sicuro il loro presidio, i francesi edificarono la Fortezza di Capo di Faro o Codefa che, per volontà del sovrano stesso, doveva sorgere al posto della Lanterna. La sua posizione avrebbe dovuto favorire la paralisi della città isolando il porto dai traffici marittimi: per questo motivo, i genovesi mal tolleravano la sua presenza. L'innalzamento della Briglia minacciava però la conservazione della Lanterna, che era più bassa e tozza dell'attuale; il Senato della Repubblica donò 200 scudi d'oro al progettista per conservarla ed incorporarla all'interno della nuova fortezza, che venne terminata nell'ottobre 1508.

 

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