L'Italia e le dominazioni straniere nell'Età moderna:

la discesa di Carlo VIII in Italia, Angioini e Aragonesi

2.

Non sia mai detto, però, che l'Italia debba essere lasciata in pace. Ci mancherebbe. Quando un dominatore straniero impara la via, prima o poi ci ritorna. E l'erede di Carlo VIII, suo nipote Luigi XII di Valois, ci fece un pensierino. Però questa volta non limitò le sue mire espansionistiche solo sul regno di Napoli nella sua qualità di erede e continuatore della dinastia angioina, ma anche (tanto per gradire) sul prezioso e ricco ducato di Milano. E la conquista del Milanese fu per il Valois un'impresa abbastanza facile, perchè a differenza del suo predecessore non si limitò a una guerra guerreggiata, ma la fece precedere da un intelligente lavoro diplomatico: portò dalla sua parte la Repubblica di Venezia, a sua volta interessata a debellare il potente e scomodo vicino lombardo, e che ottenne in cambio Cremona e i territori fino al fiume Adda che prima appartenevano al ducato milanese (Ve lo ricordate il manzoniano Renzo Tramaglino fuggiasco da Milano - siamo più di un secolo dopo -, quando chiede al barcaiolo che lo avrebbe traghettato, che cosa ci fosse al di là, appunto, del fiume Adda? "Terra di san Marco" fu la risposta, cioè territorio della Repubblica di Venezia); e si procurò anche l'alleanza del papa Borgia, che ottenne per suo figlio Cesare il ducato francese di Valentinois (da cui il nome, per Cesare Borgia, di duca Valentino). Siamo nel 1499.
I Francesi si presero quindi Milano e vi restarono fino al 1512. Quel Ludovico il Moro, che tanto casino aveva combinato chiamandoli in Italia, dovette fuggire e riparare in Germania, presso l'imperatore. Da qui, nel 1500, riuscì a raccattare ottomila Svizzeri per tentare di recuperare il trono perduto. Ma fu sconfitto a Novara, fatto prigioniero e relegato in Francia, dove finì i suoi giorni otto anni dopo. Per di più, gli Svizzeri da lui assoldati, ritornando nei loro paesi, si impadronirono di Lugano e di Bellinzona, che già dai tempi dei Visconti appartenevano al ducato di Milano, e che in seguito furono aggregati alla Confederazione Elvetica, col nome di Canton Ticino.
La conquista del Regno di Napoli da parte del francese Luigi XII non si presentava, invece, così facile come quella del ducato milanese, a causa degli stretti legami di parentela fra il re aragonese di Napoli e il re di Spagna. E Luigi, ottimo diplomatico anche in questo caso, fece col re spagnolo un accordo segreto, in base al quale il nostro Meridione se lo sarebbero spartito fra loro: la Francia si sarebbe presa la Campania e l'Abruzzo, e la Spagna il rimanente (erano già sue, comunque, la Sicilia e la Sardegna).
I Francesi irruppero nel regno di Napoli da nord; e gli Spagnoli vi sbarcarono fingendo di intervenire per portare aiuto al re aragonese e respingerli. In realtà si spartivano la preda. Il re Federico III dovette soccombere e cedette i suoi diritti a Luigi di Francia, che in cambio gli dette il ducato francese di Angiò e una allettantissima rendita. Un po' come nel Calciomercato di oggi... E così finivano, dopo sessantacinque anni, la dinastia e il dominio degli aragonesi in Italia.

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