L'Italia e le dominazioni straniere nell'Età moderna:
la discesa di Carlo VIII in Italia, Angioini e Aragonesi
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Poi però, anche fra i nuovi padroni
cominciarono a sorgere dissidi per il predominio e su come spartirsi, in maniera
meno precaria e senza pericolose coabitazioni fra loro, ciò che era a loro
disposizione nel nostro Paese. E nel 1503 vennero ai ferri corti; i francesi
furono sconfitti e costretti ad abbandonare il Napoletano. Con la Pace di Blois
dell'anno successivo, il regno di Napoli entrò a far parte dei domìni spagnoli,
e alla Francia fu assegnato il ducato di Milano.
A noi Italiani, al popolo minuto, il... privilegio di lavorare per gli uni e per
gli altri, ingrassando con le nostre risorse i forzieri delle loro Corone. Ma
noi siamo un popolo che sa adattarsi e accettare; e il nostro atteggiamento,
come già in altre epoche, fu molto pragmatico ed equidistante: "Viva la Franza,
viva la Spagna, pur che se magna"...
Come concludere? quale commento a queste prime invasioni del nostro Paese
nell'Età moderna, che si sono esaurite solo nel 1918 con gli ultimi
austro-ungarici? Di invasori stranieri ne abbiamo avuti una marea noi italiani
qui in casa nostra. Persino nella più recente Seconda guerra mondiale abbiamo
avuto il piacere di ospitare truppe d'occupazione indiane, marocchine, di pelle
rossa nera e marrone, al seguito dei liberatori anglo-franco-americani; e tutti
hanno lasciato traccia anche genetica del loro più o meno lungo passaggio. Ci
mancano solo i Cosacchi del Don, ma non perdiamo le speranze: sarà per un'altra
volta...
Quanti "ospiti" abbiamo avuto nel nostro Paese; quante guerre, vessazioni
straniere, quante travagliate vicissitudini. Eppure, in tutte queste
tribolazioni, abbiamo resistito e siamo sopravvissuti; abbiamo creato ed
esportato cultura, la cultura italiana del Quattro e del Cinquecento, che è
forse fra le più ricche che il genio umano abbia saputo produrre. E il
Rinascimento è un regalo che l'Italia ha fatto al mondo.
Nell'immediato Secondo dopoguerra, fece epoca un film americano, "Il terzo
uomo", in cui il "cattivo" Orson Welles faceva più o meno questa considerazione:
"" Sono le guerre, le lotte fratricide, le dominazioni straniere e le sofferenze
che temprano e fortificano gli animi e ne sviluppano l'ingegno. Guardate
l'Italia: ha sofferto per secoli le umiliazioni e i soprusi di invasori da tutte
le parti, guerre e distruzioni e saccheggi nelle sue terre, pianti e lutti le
sono stati inferti come lividi sull'anima. Eppure, ma forse proprio per questo,
ha saputo creare il miracolo del Rinascimento, dando al mondo le opere
prodigiose di Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Benvenuto Cellini...
Che cosa ha saputo dare, nei secoli, l'inviolata e pacifica Svizzera? L'orologio
a cucù. ""
E, pur senza nulla togliere agli Svizzeri, la cui industriosità e importanza nel
mondo non si limitano certo all'orologio a cucù, sembra così anche a noi.
C'è però un'ultima piccola
considerazione, tanto per dircela tutta. Per secoli l’Italia è stata invasa,
spartita e dominata, esattamente come una colonia, dai vari potenti che si
affacciavano via via alla ribalta: perché era diventata una res nullius, una
terra di nessuno e senza padrone, con una eccezionale posizione strategica; e
soprattutto perché era un’appetibile produttrice di ricchezze agricole e
commerciali da sfruttare, con popolazioni sempre pronte ad un duro e fruttuoso
lavoro.
Ma c’è da scommetterci che se per assurdo, durante tutti quei secoli, fossero
state già conosciute e applicabili le potenzialità del petrolio (non solo per
accendere una lanterna), i vari conquistatori di turno ci avrebbero certamente
lasciati più in pace, avrebbero intensificato e prolungato le loro Sante
Crociate nel vicino Oriente, e le loro fameliche mire si sarebbero rivolte
esclusivamente verso quei lidi, a spese di qualche altro malcapitato
Bin-Sala-Bim o Alì Babà.
Anche, magari, con frecce e catapulte… non intelligenti.
articolo tratto integralmente dal sito Sala di lettura ( www.alalba.it )