La Donna e la Corte nel Medioevo

di

Giorgio Monteforti

 

 2. La vita di corte

 

Solitamente si associa la vita di corte all' idea poetica e romanzesca di feste e tornei ma in realta' questi erano eventi piuttosto occasionali. Infatti buona parte del giorno era impiegata lavorando. Il nobile signore doveva amministrare le sue propieta', presiedere le controversie giuridiche, tenere le relazioni coi sudditi mentre i cavalieri si allenavano con le armi o facevano commissioni per il loro signore. Le donne erano intente all' amministrazione del castello, alla supervisione dei servi, all' organizzazione dei servizi (preparazione dei pasti, pulizia delle stanze, etc.). Sicuramente la nobilta' aveva molto piu' tempo libero della plebe, ma non per questo era inattiva.
Contrariamente ai luoghi comuni si dedicava abbastanza tempo alla cura e all' igiene personale. Uomini e donne si facevano spesso il bagno con sostanze detergenti ed emollienti, anche molto costose, e si acconciavano con attenzione i capelli. Gli uomini coltivavano la barba a seconda dei dettami della moda. Non era comunque discriminato chi non si sottomettesse a queste pratiche, dato che la scarsa cura del corpo era considerata una manifestazione di ascetismo.
Sebbene la cultura dell' igiene fosse abbastanza diffusa, non altrettanto lo era quella della tavola. Le buone maniere si diffusero solo nel Rinascimento, cosi' che in un banchetto, anche in presenza di re e regine, si era soliti mangiare e bere senza moderazione, ruttare, pulirsi la bocca alla tovaglia o addirittura soffiarvisi il naso.
Le posate e i piatti personali arrivarono solo nel XV secolo e pertanto si mangiava con le mani, in piatti comuni, passandosi l' un l' altro solo il coltello comune per tagliare le vivande. Ossa, avanzi, scarti masticati si buttavano nel piatto da portata e sempre dallo stesso piatto si prendeva un nuovo boccone.
Nelle corti principesche comincio' a svilupparsi un fenomeno simile a quello della moda che divenne una componente essenziale della vita di corte. Naturalmente i bei vestiti lungamente descritti nelle opere poetiche o dipinti nei codici si riferivano agli abiti delle feste e non a quelli del quotidiano. Infatti come abito di tutti i giorni signori e cavalieri vestivano abiti militari mentre le donne delle lunghe sopravesti di lana grezza.

 

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