La Storia dei Templari
3.
Da un altro scritto relativo alla
nuova milizia sempre scritto da San Bernardo si percepisce ulteriormente lo
spirito dei cavalieri templari: "Le armi nemiche avrebbero forse avuto paura
dell'oro, avrebbero rispettato gemme e non oltrepassato la seta? sono necessarie
solo tre cose: abilità, prontezza e circospezione; abilità nel cavalcare,
prontezza nel colpire, circospezione nel guardarsi quando ci si recasse in terre
e fra genti sconosciute".
A Troyes poi i Templari adottarono un motto: "Non nobis Domine, non nobis, sed
nomini Tuo da gloriam", ossia "Non a noi, Signore, non a noi, ma al Tuo nome da
gloria". Anche qui c’è poco da aggiungere, è facile immaginare come un simile
motto potesse accendere gli animi.
San Bernardo inoltre trasmise ai cavalieri la devozione a Maria e il grande
rispetto per la donna, la Regola infatti cita: "Maria presiedette al principio
del nostro Ordine, ne presieda anche, se questa sarà la volontà del Signore, la
fine". Ancora l’ultimo Gran Maestro, sul rogo, pregò i suoi carnefici di legarlo
con il viso rivolto verso Notre Dame.
D’esempio
per i Templari furono quindi i Cistercensi e gli Agostiniani, di cui ammirarono
la loro vita comunitaria e il gusto per la liturgia sontuosa.
La Regola Templare era formata da 72 articoli ed era durissima. Veniva vietato
qualsiasi contatto con le donne (non si poteva baciare neanche la madre, ma
bisognava salutarla compostamente chinando il capo), non si poteva andare a
caccia, erano banditi il gioco dei dadi e delle carte, aboliti mimi, giocolieri
e tutto ciò che è divertimento, non si poteva ridere scompostamente, parlare
troppo o urlare senza motivo, i capelli andavano corti o rasi, in inverno la
sveglia era alle 4 del mattino, in estate alle 2, bisognava dormire "in armi"
per essere sempre pronto alla battaglia "...il demonio colpisce di giorno e di
notte, quindi che si difenda il Sacro Sepolcro dall'alba all'alba successiva
sempre in armi..."…
C’erano regole anche sul modo di mangiare e sul modo di vestirsi. Bisognava
veramente avere una sincera vocazione per sottomettersi a tali ferree regole!
Dopo questa approvazione ecclesiastica ufficiale, la fama dell'Ordine del Tempio
crebbe rapidamente ed in modo vertiginoso, con essa aumentò anche la potenza e
la ricchezza dell'Ordine stesso, che ricevette elargizioni e donazioni spontanee
praticamente da ogni strato sociale.
Difatti ogni elargizione o donazione veniva usata per il finanziamento della
campagna di guerra in Terra Santa, e tutti, pur non partecipando direttamente
alla guerra, potevano però dare il loro contributo: in pratica, donare ai
Templari significava contribuire materialmente alla liberazione dei "Possessi di
Dio" come veniva chiamata spesso la la terra al di là del mare.
L'Ordine crebbe anche in prestigio,
tanto che i cadetti delle famiglie nobili facevano a gara per entrare
nell'Ordine, sia per la loro sistemazione (non essendo i primogeniti avevano ben
pochi diritti in famiglia) sia per avere un baluardo cristiano in Terrasanta. La
massa delle donazioni ed elargizioni fu tale che Hugues di Payns dovette
lasciare in Francia parecchi confratelli che fossero in grado di amministrare
l'enorme patrimonio acquisito, onde far fronte alle grosse spese delle campagne
di guerra in Terrasanta.
Importantissima (anzi vitale) fu la bolla "Omne datum optimum" del 1139, di papa
Innocenzo II che concesse all'Ordine la totale indipendenza, compreso l'esonero
dal pagamento di tasse e gabelle, oltre alla direttiva secondo la quale l'Ordine
non doveva rendere conto a nessuno del suo operato, tranne che direttamente al
Papa. Diventò un organismo a parte con una posizione molto privilegiata.
Hugues tornò a Gerusalemme con un gran numero di reclute, che divennero perfetti
cavalieri templari combattenti.