La Storia dei Templari
5.
I Templari quindi godevano di un’altissima stima da parte delle popolazioni
Medioevali, li vedevano come la Cavalleria di Cristo, i Templari erano
l’incarnazione del vero spirito Cavalleresco, che Bernardo di Chiaravalle
contribuì ad esaltare con i suoi scritti, ma non solo, scriveva infatti Clemente
III nel 1191: "Consacrati al servizio dell’Onnipotente, vanno considerati parte
della Cavalleria Celeste". Anche Pietro il Venerabile ammoniva: "Chi non si
rallegra con tutto il suo animo in Dio suo Salvatore, che la Cavalleria
dell’Eterno, i Templari, abbia lasciato gli accampamenti celesti per scendere a
ingaggiar nuove battaglie, a battere i principi di questo mondo, a sconfiggere i
nemici della Croce di Cristo?" e ancora, sempre rivolto ai Templari "Siete
Monaci nelle vostre virtù, Cavalieri nelle vostre azioni; le une le realizzate
con la forza dello spirito, le altre le esercitate con la vigoria del corpo".
Un aspetto da notare è la scelta gerarchica fatta all’interno dell’Ordine;
l’assoluto rispetto per i superiori, esistevano infatti dei Marescialli, dei
Precettori, dei Balivi, dei Priori, dei Gran Priori.
Era una organizzazione perfetta, visto che ognuno per la gestione interna era
totalmente indipendente dall'altro, e ognuno doveva rendere conto al suo
superiore diretto, fino ad arrivare al Gran Maestro che era il "primus inter
pares".

La prima vera battaglia Templare fu con il secondo Gran Maestro, Roberto di
Craon, nel 1138 a Tecua, vicino Ghaza, dove i Templari ebbero una gravosa
sconfitta, dovuta al fatto che i comandanti Crociati non vollero ritirarsi dopo
aver conquistato la città (opzione consigliata da Roberto di Craon, visto che la
città non era sufficientemente fortificata) dando il tempo ai musulmani di
riorganizzarsi e di reagire compiendo un vero e proprio massacro.
La situazione in TerraSanta comunque non era delle migliori, un incredibile
condottiero islamico dominava la scena: Zengi, un uomo che riuscì a riunire gli
sceiccati mettendo assieme un formidabile esercito di oltre 100.000 uomini
pronti a tutto pur di riconquistare le terre una volta loro. Zengi iniziò fra i
musulmani la predicazione della "jihad" o guerra santa, incitandoli alla
riconquista dell'intero Oriente. Alla testa del suo esercito, nel 1128 si
impadronì di Aleppo e il Principato di Antiochia, fino a conquistare nel 1144
Edessa e tutta la sua Contea.
La caduta di Edessa provocò un grande scalpore in Europa Baldovino III chiese al
Papa Eugenio III di bandire un'altra crociata, cosa che avvenne il primo
dicembre 1145 con le relative bolle pontificie.
San Bernardo di Chiaravalle girò l’Europa infiammando le folle e i Re (tra cui
Corrado III di Germania, che inizialmente non voleva partire). Le truppe
Crociate quindi partirono, ma separate, i francesi via mare, mentre i tedeschi
via terra. Quest’ultimi nel bel mezzo delle montagne furono attaccati e quasi
completamente distrutti dall'esercito turco selgiuchida, tanto che i crociati
persero i nove decimi degli effettivi, e si ritirarono fortunosamente a Nicea,
dove attesero l'esercito francese condotto da Luigi VII. I francesi arrivarono
insieme ai Templari e al loro Gran Maestro Everardo di Barres, ma furono subito
attaccati dai musulmani e non riuscirono a trovare un sicuro riparo nella città
di Laodicea. I crociati francesi erano allo stremo ed ormai molti disertavano e
si ribellavano ai loro ufficiali: solo i Templari rimanevano nei ranghi compatti
e disciplinati. A questo punto Everardo di Barres, dopo un colloquio con il re
di Francia, prese il comando dell'esercito, riorganizzandolo, ponendo a capo di
ciascun gruppo di 100 soldati un templare, che ben sapeva cosa fare.
Dopo altre peripezie (non è questa la sede per dilungarmi) si ritrovarono a
Gerusalemme Luigi VII, Corrado III, Il Gran Maestro Templare, quello degli
Ospitalieri e quello dei Teutonici, che insieme presero una sciagurata
decisione: attaccare e conquistare Damasco. La seconda Crociata finiva nel
sangue, a Damasco ci fu una terribile sconfitta degli Europei, schiacciati da
Nur-Ed-Din (successore di Zengi) e dal suo esercito.
Importantissimo fu l’avvenimento del 1150, quando Baldovino III dopo aver fatto
fortificare la città di Gaza la donò ai Templari, perché la difendessero e
perché facessero da sentinelle al sud della Palestina.
Devo c
itare un accadimento degno di nota, che fa capire le atrocità commesse dai
musulmani, perché molte volte sembra che solo i Crociati abbiano commesso
delitti: Il 25 gennaio 1153, l'intero esercito cristiano si accampò ad assedio
ad Ascalona, ma dopo quattro mesi, ancora nulla era stato concluso, ogni attacco
veniva sistematicamente respinto.
Verso la fine di luglio 1153, una torre mobile dell'esercito cristiano prese
fuoco, e venne scagliata contro le mura della città: il forte impatto ed il
calore provocarono una breccia dove si trovava un gruppo di Templari guidati da
Bernardo di Tremelay.
Quest’ultimo vista la breccia colse al volo la possibilità di buttarsi in prima
linea e quindi si lanciò con quaranta cavalieri dentro la breccia. Gli altri
Crociati in quel momento si trovavano dall’altra parte della città e non fecero
in tempo a seguire i Templari che si erano gettati all’interno di Ascalona. I
musulmani, vedendo solo quaranta uomini, contrattaccarono, massacrando i
cavalieri e lo stesso Tremelay. I corpi del templari furono appesi per i piedi
fuori dalle mura, e le loro teste lanciate sul campo cristiano con delle piccole
catapulte.
La furia dei cristiani a questo spettacolo fu tale che il 19 agosto 1153, dopo
un formidabile ed intenso assedio, la città fu presa e messa a ferro e fuoco.