La cavalleria e la storia
III.
Durante le
campagne svoltesi nella seconda metà del secolo XIX non mancarono esempi di
pronto intervento della Cavalleria nello sfruttamento del successo. Dopo la
battaglia di Sadowa a ciò mirò la Cavalleria prussiana; ma la sua azione non
ebbe risultato grazie al sacrificio di quella austriaca, che coprì la propria
fanteria in ritirata e dimostrò quale prezioso contributo possa dare la
Cavalleria anche nell'opporsi alle gravi conseguenze di una disfatta.
La Cavalleria ebbe ancora brillanti successi nella guerra di Secessione
d'America (1861-65) dove però combattè come fanteria montata, e non quale vera
Cavalleria.
Si
distinse tuttavia nell'esplicazione di grandi raid, specie nell'occupazione
avanzata di importanti linee di resistenza, e nel sorprendere a tergo ed ai
fianchi le colonne nemiche.
Durante la guerra franco-germanica del 1870-71, diede ancora, sprazzi di vivida
luce in campo tattico (Worth-Vionville-Mars-la-tour-Sedan) sia da parte francese
che da quella tedesca, subendo tuttavia enormi perdite, sproporzionate ai
risultati, a causa del perfezionamento delle armi da fuoco. Emerse invece nella
stessa guerra in modo veramente brillante per opera dell'esercito germanico, nel
servizio di avanscoperta nel campo strategico, guidando, si può dire, le grandi
armate tedesche nella vittoriosa avanzata contro l'esercito francese.
La prima guerra mondiale anche se guerra di posizione, non mancò di presentare
frequenti occasioni nelle quali una Cavalleria ben diretta ed abilmente
comandata avrebbe potuto tempestivamente approfittare, per determinare il
completo successo di un attacco ben riuscito. Sfortunatamente in tutte le
nazioni in lotta, nei momenti più opportuni per il suo impiego la Cavalleria o
non esisteva più (come in Germania ed in Austria) oppure la sua efficienza era
stata sacrificata alla necessità di impiegarla anche in modo non del tutto
conforme alle sue più spiccate caratteristiche.
Contributo della redazione di Cavalleria Italiana