La cavalleria cristiana, la guerra e l’etica del legittimo combattente
di Sergio Lenzi
IV.
Insomma,
concetti moderni e valori che sono riconosciuti anche in ambienti civili. Il Gr.
Uff. Sauro Mazzola, imprenditore e inventore di una nota griffe
d'abbigliamento che raffigura lo stemma della Marina Militare,
associa le
ragioni del suo successo al fatto che la gente riconosce nell'Ufficiale (e
quindi in colui che veste abiti con simbologie militari, n.d.a.), persona "…
ancora depositaria di valori oggi in declino quali l'onore, l'onestà, la
disciplina, ecc. (Atti del Convegno "Onore e Tradizione Militare - Acc.
Mil., Modena, 1998)."
Scrive
il Crollalanza che la cavalleria “…insegnò
la dignità all’uomo, la cortesia al valore, la mansuetudine alla guerra (Enciclopedia
araldica cavalleresca", Pisa 1880)."
Anche
nel Diritto internazionale bellico, che in pratica è l'attuale codice etico del
combattente, insegnato in tutte le Scuole e Istituti militari, sono state
recepite, elaborate ed aggiornate alcune regole del codice di combattimento
cavalleresco. Certo, non si sospendono le guerre di domenica per la c.d. “tregua
di Dio” ma si può essere certi che alcune brutalità sono fermamente
condannate, si può essere certi che sono insegnati i principi secondo i quali i
prigionieri devono essere trattati con umanità; le popolazioni civili protette,
i profughi assistiti, i beni artistici e culturali tutelati.
Sergio Lenzi
da "Il Mondo del Cavaliere", n° 1, Anno I, gennaio - marzo 2001