Le specialità della cavalleria
I Dragoni
Furono inizialmente
fanteria montata, e precisamente archibugieri forniti di cavallo per celerità
di spostamento. Divennero successivamente truppe atte al combattimento a piedi
ed a cavallo per passare poi definitivamente a far parte della Cavalleria. La
loro origine risale al 1496, quando Camillo Vitelli, nella guerra di Napoli, creò
gli archibugieri a cavallo. Il maresciallo Strozzi li introdusse in Francia nel
1544 e dieci anni dopo ne ordinò un corpo il Maresciallo di Brissac, al quale i
Francesi attribuiscono il merito della creazione di questo corpo.
I Dragoni
furono armati di archibugio, poi moschetto, e spada. Nel XVII° e XVIII° secolo
ebbero anche la pistola. Generalmente venivano schierati sul fronte, su cinque
righe, o intervallati tra le fanterie. Veri e propri reggimenti di Dragoni
comparvero soltanto nel 1668, sotto Luigi XIV. Il loro numero aumentò
gradatamente e fu di sedici nel 1750, 17 nel 1762, 30 al tempo della Rivoluzione
e dell'Impero. La restaurazione ne ridusse il numero a 15, poi a 10. Nel 1831
entrarono ufficialmente a far parte della Cavalleria di linea e furono armati di
fucile senza baionetta, detto "fucile da dragone". Nel 1855 i
reggimenti di dragoni divennero 13, 20 nel 1870 e 26 nel 1873. Nel 1889 vennero
armati di lancia. Dopo tale anno i reggimenti di Dragoni aumentarono ancora a
28, 30 e 32.
Nell'Esercito Piemontese i primi reparti Dragoni furono creati nel 1683 coi due
reggimenti "di S. A. Reale" e di "Madama Reale". Nel 1689 fu
creato un terzo reggimento di Dragoni detto del "Genevese" e nel 1691
un quarto denominato "di Piemonte". Nel 1774, dopo varie vicende, i
reggimenti di Dragoni erano ancora quattro e furono disciolti nel 1799.
Nell'agosto del 1800 la Commissione di governo piemontese organizzò un
reggimento di Dragoni che fece poi parte dell'esercito francese. Nel 1814, alla
Restaurazione, si ricostituirono due reggimenti di Dragoni denominati "di
S. Maestà" e "della Regina". Nel 1821 furono sciolti e più
tardi ne furono creati in loro vece altri due (1831). Nel 1850 fu prescritto
chela Cavalleria di linea fosse di 4 reggimenti, e perciò i reggimenti di
Dragoni furono quattro (Nizza, Piemonte Reale, Savoia e Genova). D'allora in poi
rimasero sempre in tale numero e la denominazione di Dragoni fu conservata solo
per tradizione, come per tradizione si conservano ancor oggi le denominazioni di
Lancieri e Cavalleggeri, senza che nessuna distinzione esista nell'impiego degli
uni e degli altri. Nel 1871 i reggimenti di Dragoni ebbero la lancia al pari di
altri 6 reggimenti di Cavalleria. I Dragoni portavano in Italia l'elmo senza
criniera.
La maggior parte degli eserciti europei aveva reggimenti di Dragoni. Ne
possedeva anche l'Austria prima della grande guerra e facevano parte della
Cavalleria leggera.