Luigi XIV re Sole

di

Marco Crosetto

IV.

La guerra di successione spagnola mobilita eserciti più numerosi di ogni altro conflitto del secolo precedente: circa 600.000 uomini sono impegnati sui fronti principali. Dopo alcuni successi iniziali della Francia, le operazioni condotte su diversi fronti volgono in favore della Grande Alleanza che può contare sulla superiorità marittima anglo-olandese e sulle risorse finanziarie di Londra e di Amsterdam. Le grandi capacità militari di Eugenio di Savoia e di John Churchill duca di Marlborough risultano determinanti nell'importante vittoria conseguita dalle armate dell'Alleanza a Blenheim, in Baviera, nell'agosto 1704. Nel frattempo, le truppe francesi invadono il Piemonte e assediano Torino: nel 1706 subiscono però una pesante sconfitta da parte dell'esercito di Eugenio di Savoia che prende possesso di Milano a nome dell'arciduca Carlo, proclamatosi a Barcellona l'anno prima - sull'onda del movimento separatista catalano -Carlo III re di Spagna. Il duca di Marlborough avanza nel frattempo nelle Fiandre, sconfiggendo i francesi a Ramillies. Alla presa di Gibilterra (1704) fa seguito l'occupazione da parte della flotta inglese di Minorca e della Sardegna (1708), mentre un altro esercito imperiale occupa nel 1707 Napoli. Nel 1708 le truppe anglo-imperiali entrano nel territorio francese espugnando Lille e arrivando a minacciare Parigi.


Le condizioni della pace

Nell'inverno del 1709 un'eccezionale gelata distrugge i raccolti francesi e provoca una gravissima crisi demografica, economica e finanziaria. Luigi XIV chiede ufficiosamente la pace. Le condizioni imposte dagli alleati sono così umilianti (tra queste, la richiesta dell'impegno da parte del re di Francia di allontanare anche con le armi - suo nipote da Madrid) da costringerlo a chiedere al paese un ulteriore sforzo per continuare la guerra. Nel settembre 1709 il maresciallo Villers ferma l'avanzata degli alleati a Malplaquet; anche i tentativi di insediare Carlo III sul trono spagnolo falliscono perché Filippo V riesce a unire la sua causa a quella dell'indipendenza nazionale. Nel 1710, intanto, cade a Londra il ministero whig, sostituito da un governo tory, più sensibile alle proteste dei proprietari terrieri contro il peso delle tasse per la guerra.

Nel 1711 la prematura scomparsa del nuovo imperatore Giuseppe I, fratello di Carlo, apre il problema della successione agli stati ereditari austriaci e alla dignità imperiale e minaccia di sconvolgere, in caso di riconoscimento di Carlo anche come re di Spagna, l'equilibrio europeo. La Grande Alleanza si scioglie e i dissensi fra gli ex alleati portano a due trattati di pace separati: quello di Utrecht, concluso nel 1713 dalla Francia con la Gran Bretagna e l'Olanda, e quello di Rastatt, l'anno dopo, con la monarchia austriaca. Il primo prevede la cessione di gran parte del Canada agli inglesi, che ottengono nel Mediterraneo Gibilterra e Minorca, oltre al riconoscimento dell'asiento, il contratto per la fornitura di schiavi africani nelle colonie spagnole; il secondo porta i Paesi Bassi ex spagnoli, nonché il Ducato di Milano e i regni di Napoli e di Sardegna sotto il dominio austriaco.


tratto dal sito PDSM - Progetto di Documentazione Storica e Militare
 

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