La Rivoluzione Francese

di

Lucio Dottami

IV.

 

L'Assemblea Legislativa, convinta di non rappresentare più il popolo francese, ormai chiaramente repubblicano, si sciolse per cedere il posto a una Convenzione Nazionale eletta da tutto il popolo.
Mentre si preparavano le elezioni fu instaurato un governo provvisorio; tale periodo fu tristemente famoso per "le stragi di Settembre": la plebe, eccitata dal medico estremista Jean-Paul Marat, invase le prigioni tra il 2 e il 6 Settembre e massacrò senza pietà i "sospetti".
Proprio in quei giorni però i soldati di Francia, scalzi e affamati, si lanciarono disperatamente contro il nemico, e sotto la guida dei generali Charles Dumouriez e Francois Kellermann vinsero i prussiani a Valmy, costringendoli alla ritirata.
In quello stesso giorno, 20 Settembre 1792, si aprì la Convenzione Nazionale la quale era interamente composta da repubblicani.
Alla testa dell'ala estremista, cioè dei Montagnardi, erano Danton, Marat e Robespierre.
La Convenzione, come suo primo atto, proclamò la Repubblica: Louis XVI° fu condannato a morte sotto l'accusa di aver cospirato contro la libertà pubblica e il 21 Gennaio del 1793 fu ghigliottinato.

Pochi mesi dopo i Girondini, che avevano invano tentato di salvare il Re, furono anch'essi accusati di tradimento; alcuni riuscirono a fuggire, gli altri vennero arrestati e poi ghigliottinati.
I Montagnardi diedero alla Francia un nuovo corpo di leggi noto con il nome di "Costituzione Repubblicana e Proletaria dell'Anno Primo", ma l'incalzare degli avvenimenti impedì l'applicazione del nuovo statuto.
I nemici avanzavano di nuovo da tutte le frontiere.
Nella Valdea il popolo si era ribellato ai rivoluzionari, il paese intero scarseggiava di viveri e Marat era stato assassinato da una giovane donna amica dei Girondini: Charlotte Corday.
Un manipolo di uomini audaci afferrò allora il potere instaurando così la dittatura del popolo.
Il potere esecutivo fu assunto da un Comitato di Salute Pubblica, dominato da Robespierre.
Fu il periodo più sanguinario della Rivoluzione Francese conosciuto come "Gran Terrore".
Fra i tanti a finire sotto la lama della ghigliottina ci furono anche la Regina Marie Antoinette, il chimico Antoine Lavoisier e il poeta André Chénier, oltre a diversi collaboratori di Robespierre stesso.
Si scatenò anche la lotta contro la religione; le chiese vennero chiuse, l'immagine del "cittadino" Cristo fu bandita e fu instaurato il culto della "Dea Ragione".
Gli stesi membri della Convenzione, atterriti dalla propria insicurezza, nella seduta del 9 Termidoro (27 Luglio 1794) si sollevarono contro il dittatore e ne ordinarono l'arresto.
Robespierre si rifugiò nel Palazzo del Comune e, vedendo avvicinarsi le truppe che dovevano arrestarlo, tentò il suicidio.
Ancora vivo venne condotto via, per essere poi giustiziato, praticamente agonizzante, sulla ghigliottina.
I Termidoriani cacciarono quindi dal Governo i rivoluzionari dell'ala estrema e inaugurarono una nuova costituzione che affermava la borghesia come dominatrice della vita politica.
Il potere politico venne affidato a un Direttorio formato da cinque membri.
Un tentativo degli ultimi monarchici di abbattere la Repubblica fu sventato dall'azione energica di un giovanissimo, ed allora sconosciuto, Generale d'Artiglieria, il cui nome e le gesta future sarebbero echeggiate fino ai nostri giorni: Napoleone Bonaparte.

di Lucio Dottami

si ringrazia per la gentile concessione Bellica, Uomini & Guerre, Anno II (www.bellica.it)

 

 

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