Le parole della Storia

 

 

Cartismo

di Enrico Galavotti

1.

Il Cartismo nasce in Inghilterra nel 1836, grazie a un gruppo di operai e di artigiani londinesi che rivendicano, nella propria "carta del popolo" (People's Charter), un programma politico per tutto il movimento operaio.

Le rivendicazioni principali erano le seguenti:

1. suffragio universale (per gli uomini)
2. elezione annuale del parlamento
3. votazione segreta dei deputati
4. divisione del paese in circoscrizione elettorali uguali (in modo da assicurare un'eguale rappresentanza)
5. abrogazione del censo per essere eletti e remunerazione dei deputati

Nel biennio 1838-39 si tennero molti comizi popolari per diffondere l'iniziativa, finché 1,2 milioni di persone firmarono una petizione rivolta al parlamento (Camera dei Comuni), in cui si chiedeva l'attuazione della "carta". Agli inizi del 1839 si aprì a Londra la prima Convenzione dei delegati cartisti.

Alcuni delegati ritenevano fosse sufficiente presentare la petizione in parlamento, aspettare che questo si esprimesse e nel frattempo sciogliere il movimento. Ma la maggioranza era convinta che se si scioglieva il movimento, il parlamento non avrebbe fatto nulla, e tra quest'ultimi, una parte (gli artigiani), guidata da William Lovett, era favorevole alla lotta pacifica, col consenso dell'opinione pubblica, e all'educazione della classe operaia; un'altra parte invece (gli operai), capeggiata da Julien Harney, propendeva per un'azione rivoluzionaria, inclusa la lotta armata, per costringere il parlamento ad approvare la "carta".

Una posizione mediana era sostenuta dall'avvocato e pubblicista irlandese Feargus O'Connor, il quale alternava discorsi radicali contro il parlamento a discorsi pacifisti coi quali chiedeva ai lavoratori di pazientare.

Anche il pubblicista Bronterre O'Brien da un lato riteneva indispensabile, per realizzare gli ideali di Owen, la conquista del potere politico da parte dei lavoratori; dall'altro però propendeva, sul piano tattico, per una propaganda pacifista.

Questa incertezza nella conduzione della lotta favorì il governo, che cominciò a vietare i comizi pubblici e le dimostrazioni di massa del movimento. Nel maggio 1839 la petizione fu respinta dal parlamento. Due mesi dopo insorsero gli operai di Birmingham, che per due giorni tennero la città nelle loro mani.

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